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Lamento
Lamento
draws its technical inspiration from 6th caprice for solo violin by
Paganini and somewhat reminds two little fragments from a Hungarian dirge; these
fragments are freely varied and elaborated by the composer within the piece
frame in a play of perspectives between the melodic element and interweaving
voices (real and apparent) that form a subtle harmonic layer through a micro
activity of orchestration. The perspectives rotate in a process that could be
defined like a pendulum, that is in the constant change of two hierarchic levels
present, aiming at a dark colour of the whole composition obtained by loosening
the tension of the strings with a tuning lowered of one tone and making use of
the two lower strings, with exception of the lyric gesture (focal point of the
piece) that reaches the second string.
V. Zago, Patch, 2002 21x29,7 cm
Lamento,
tecnicamente ispirato al capriccio per violino N°6 in SOL min. di Paganini,
presenta, al suo interno, richiami a piccoli frammenti di un canto funebre
ungherese; i frammenti vengono liberamente variati ed elaborati dal compositore
durante l’arco formale del brano all’interno di un gioco di prospettive fra
l’elemento melodico e un reticolo di voci (reali e apparenti) che formano un
lieve strato armonico attraverso una micro attività di orchestrazione. Le
prospettive si alternano fra loro con un procedimento che si potrebbe definire a
pendolo, nel senso del continuo scambio dei due livelli gerarchici presenti,
mirando ad un colore nebuloso e soffocato dell’intera composizione, ottenuto
allentando la tensione delle corde con un’accordatura più bassa di un tono e
utilizzando esclusivamente le due corde più gravi dello strumento, con
l’eccezione del gesto lirico (punto focale del brano) che raggiunge la seconda
corda. |