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Italian
Le
point et le vent
The composition is the result of some personal reflections subsequent to
the reading of Punkt und Linie zu Flache
by W.Kandinsky, and particularly of the chapter regarding the Point. This one,
primary element of a work, identifies itself on musical gesture as an essential
synthesis of pitch, timbre, dinamic and internal rhythm, showing its own
numberless potential tensions as "latent quiet generating power". In
an other prospect the Point, considered as "result of intersections of
several areas" (here area means the wrapping impuls of harmony), spurs the
creating action of composer (..le vent)
to individualize, selecting, possible harmonic areas able "to turn to the
point and to develop from the point" without forgetting to stress the
result of intersections itselves emphasizing its power not onlt plastic, but
also of passage among areas. Moreover the compositiv act produces simple
movement of Point as direction, and so as melodic line, or as primitive rhithm
availing itself of repetition, "potent way to reinforce the internal
shake" of primary element.
But if tensions are numberless is indispensable a choice on the ground of
an internal necessity that justifies, and organizes, phenomenons obtained from
the potentialities of musical gesture. We ask ourselves: what is the composition
aim?
We took some definite situations (real complex harmonic areas) into
consideration, able to subsist isolated too, as provided with its own form (evn
if sometimes it is simple), that, put in connection among itselves (intersections
of areas), give life to Points that are "primary elements". This ones,
in its turn, generate movements, primitive rhythms and, consequently, further
armonic areas formally organized. Various expressions of this development - that
could subsist at the same time into a condition lacking in temporal dimension
like that one of a painting - were distributed into a complex musical breath to
give form to single forms, recognizing and emphasizing that "internal
necessity" able to infuse to single gesture a direction into time;
direction that put the gestures in relation to itselves by connections even
slackened, but never lacking in a communicative logic.
La
composizione è il risultato di alcune riflessioni personali successive alla
lettura di Punkt und Linie zu Flache di W.Kandinsky, ed in particolare del
capitolo riguardante il Punto. Quest'ultimo, elemento primario di un'opera, si
identifica nel gesto musicale quale sintesi essenziale di frequenza, timbro,
dinamica e ritmo interno, presentando le proprie infinite tensioni potenziali
come "latente quieta forza generatrice". Sotto un'altra prospettiva il
Punto, considerato come "risultato delle intersezioni di più
superfici" (dove per superficie, in questo contesto, si deve intendere
l'impulso avvolgente dell'armonia), stimola l'azione creatrice del compositore (..le
vent) ad individuare, selezionando, possibili superfici armoniche capaci di
"volgersi verso il punto e dal punto svilupparsi" senza dimenticarsi
di accentuare il risultato delle intersezioni stesse sottolineandone la loro
forza non solo plastica, ma anche di passaggio fra superfici. L'agire
compositivo determina inoltre il semplice movimento del Punto in termini di
direzione, e quindi di linea melodica, oppure in termini di ritmo primitivo
avvalendosi della ripetizione, "mezzo potente per rafforzare la scossa
interna" dell'elemento primario.
Ma
se le tensioni sono infinite è indispensabile una cernita in base ad una
necessità interna che giustifichi, ed organizzi, i fenomeni ricavati dalle
potenzialità del gesto musicale. Ci si chiede: qual'è il piano della
composizione?
Sono
state prese in considerazione alcune situazioni definite (vere e proprie
superfici armoniche complesse), capaci di sussistere anche isolate in quanto
provviste di una propria forma (sebbene alcune volte elementare), che, poste in
relazione fra loro (intersezioni di superfici), danno vita a Punti ovvero
"elementi primari". Questi ultimi, a loro volta, generano movimenti,
ritmi primitivi e, di conseguenza, ulteriori superfici armoniche organizzate in
termini formali. Le varie manifestazioni di questo sviluppo - che potrebbero
sussistere contemporaneamente in una realtà priva della dimensione temporale
come quella di un dipinto - sono state distribuite in un respiro musicale
complesso per dare una forma alle singole
forme, riconoscendo e valorizzando quella "necessità interna"
capace di infondere ai singoli gesti una direzionalità nel tempo che li ponga
in rapporto fra loro attraverso connessioni anche allentate, ma mai prive di
una logica comunicativa. |